Federazione de “I Repubblicani”

Assemblea “Federazione Repubblicana” 22 novembre 2008: comunicato.

Pubblicato da: Doppio Turno™ su: novembre 22, 2008

COMUNICATO

Le delegazioni dei repubblicani del Veneto, Lombardia, Campania, Calabria e Sicilia, riunitesi a Milano il 22 di novembre 2008, al termine di un proficuo dibattito, confermano la linea politica individuata e condivisa nella riunione tenutasi a Bergamo il 25 di ottobre 2008 e deliberano all’unanimità di dare vita ad un coordinamento federativo repubblicano su base interregionale.

le delegazioni ribadiscono la volontà di rappresentare il riferimento della cultura e delle tradizioni repubblicane in un’area politica realmente riformista, alternativa al conservatorismo della destra illiberale del PDL ed al dogmatismo della sinistra massimalista e radicale.

I repubblicani, constatato che la incompatibilità fra le componenti costituenti il PD, ha determinato lotte intestine, equivoci, ed incapacità a rappresentare la pluralità delle culture laiche e liberal democratiche, evidenziano una carente ed inadeguata azione politica di opposizione all’attuale maggioranza di governo nel segno di un deteriore consociativismo e contro l’interesse della democrazia nel nostro paese.

Il coordinamento interregionale, infine, invita i repubblicani che non si riconoscono e che non intendono riconoscersi nell’appiattimento del bipolarismo e che rifiutano l’omologazione dei propri valori e della propria cultura nei soggetti politici attuali, ad aderire alla “Federazione Repubblicana” mettendosi in contatto con i referenti regionali tramite i riferimenti da cui al sito www.repubblicani.wordpress.com

Verbale sintetico della riunione di Bergamo BERGAMO 25/10/2008

Pubblicato da: Doppio Turno™ su: ottobre 26, 2008

Mazzocchin
Commenta la situazione politica caratterizzata dai due poli. Quello conservatore di destra non avrà mai l’appoggio dei veri repubblicani con quello di centro sinistra i repubblicani possono collaborare e dialogare ma non “entrare in questo partito democratico”.Da qui la proposta della verifica della possibilità di costituire un partito a base regionale che si federi a livello nazionale e che possa allargare questa federazione ad altri partiti o movimenti che abbiano analoghe intenzioni e contenuti politici laici e riformisti.
Mazzocchin ritiene importante contattare i romagnoli depositari del repubblicanesimo vissuto, per verificare se possono aderire all’idea della Federazione Repubblicana.

Garraffa
Conferma quanto esposto da Mazzocchin. Indica come sviluppi per il nuovo partito repubblicano federalista possibili alleanze e/o convergenze con un’area Laica Riformatrice comprendente:Repubblicani-Liberali- Socialisti-Verdi(laici). Secondo il suo parere la lettera della Sbarbati del 5 giugno ai Segretari Regionali riferiva del rapporto con Veltroni che chiudeva definitivamente ogni ulteriore spazio per i repubblicani nel PD. Caldeggia un nuovo partito repubblicano federalista regionale con libertà di movimento a livello locale. Sottolinea l’importanza di allacciare contatti con la Romagna.

Arsena
Si dichiara come primo dissidente all’interno dell’MRE. Attualmente è uno degli ispiratori del FUR Forum Unità dei Repubblicani; siamo piccoli e ci dovremo accasare. Dobbiamo fare leva sulla nostra cultura. La sinistra riformatrice non è rappresentata dal PD. Critica il sistema Bipolare. Dialogare con Nucara non è un delitto, ho stabilito un rapporto con un partito che esiste ed è bene dialogarci. Il Progetto proposto oggi è debole perché non fa leva su qualcosa di grande. Noi Lavoriamo sulla cultura Liberal-Democratica. Creare una terza forza dopo PPE e PSE senza Di Pietro. Forum sta lavorando ad una lista per le europee con Morelli e De Luca (LDR).

Dotti
Deluso e scontento della situazione politica attuale. Partito di opinione o no? Se vogliamo arrivare alle istituzioni arrivano le difficoltà. I tempi sono cambiati si ragiona solo sulle grandi entità. Ci sono esigenze di carattere comunicativo: o vai sulla Rai o Mediaset o corri il rischio di non esistere. Anche la stampa come la giustizia sono divise in due. La strategia di partenza esige di tener presente questo. Di Pietro dice le cose più simili alle nostre. La scelta potrebbe essere o partito d’opinione o partito con tutti quelli che ci stanno.

Lombardi
Tra cinque mesi sarà l’anniversario della morte di Ugo La Malfa. Chi parlerà? La Fondazione è un oggetto di famiglia. Democrazia incompiuta in Italia. Problema della crisi della sinistra dalla quale non si vedono segnali di rinascita. Il PD ad un anno dalla nascita non ha ancora fatto un congresso. Legge elettorale, solo cooptazioni. Prospettiva torinese delicata. Se sopravvive il PD allora si aprono prospettive. Serve una rappresentanza politica. Etichetta che contenga il Repubblicano. La classe politica dell’IDV è scarsa, ma purtroppo è così. Spazio nel paese c’è, va costruito. Bisogna cominciare con chi ci è più vicino, per avere la massa critica. L’ipotesi dei romagnoli è rilevante e importante.

Boglioni
L’Italia non è un paese civile, ma in via di sviluppo. Da qui la difficoltà delle forze di minoranza. Ugo La Malfa aveva capito tutto. Accusato di catastrofismo, invece avviene quello che prevedeva. E’ il nostro momento? Bisognerebbe dire: purtroppo no, perché siamo un paese in via di sviluppo. PRI doveva andare al 10% non è stato così. La soluzione dei problemi ci sarà quando vincerà il Dovere mazziniano, che era una religione, questo manca agli italiani furbi. Mancanza del senso delle istituzioni. Italia massacrata urbanisticamente. Il paese sta retrocedendo. Dopo catastrofi le idee di minoranza divengono portanti. E’ impressionante come Di Pietro parli da repubblicano. Per ricostruire, come base di partenza, il riferimento può essere Di Pietro. Nell’IDV il problema sono i personaggi di periferia. Non facciamo i difficili in questo momento.

Ari
Il Repubblicanesimo è inquinato. La base deve cercare l’aria. La proposta qui presentata è valida dal punto di vista tattico. Difficile gestire una Federazione. Esiste un’opposizione nell’MRE che non si vuole omologare, ma il PD rimane il nostro interlocutore. Il colloquio con PD non va fatto come è stato fatto finora. Distinguiamoci.

1. ricostruire l’identità repubblicana
2. aprire lo scenario all’area laica, riformista, liberali, socialisti, ambientalisti, senza pregiudizi
3. Ogni regione dove si costituiscono i Repubblicani esistono compatibilità diverse. (esempio la Borsellino in Sicilia ha fondato un movimento)

Caterisano
Nasce una nuova entità Repubblicana. Tutti vanno noi restiamo, non vogliamo andare nel PD, non all’interno. E’ ovvio che esiste uno spazio alla sua destra. Prima creiamo la nostra struttura, poi guarderemo con chi collaborare. Dobbiamo fare massa critica con chi vuole partecipare al progetto ELDR italiano e Di Pietro può essere un interlocutore visto che nell’ ELDR c’è gia. Dimentichiamo Bari e occupiamo lo spazio che c’è.

Luccisano
Immobilismo dell’Italia. Viviamo di eroi, mentre la realtà richiede risposte immediate. Sono repubblicano e resto tale. Farebbe piacere trovare un’area nostra. Favorevole a spendere energie residue per nuova iniziativa. Molti voti di Di Pietro sono nostri. Individuare e ricostruire un’area laica senza ostracismi per chi ha seguito il PRI.

Appiana
Sono un ex PRI. Veniamo tutti da una serie di errori. Si apre la possibilità di provare a fare qualcosa, processo lungo, come per i liberali inglesi, e i liberali tedeschi. Il disegno politico nazionale di Arsena può essere una fase successiva. Oggi dobbiamo radunare le persone che stanno con noi. Nucara è un bluff. Unione del mondo Liberal-democratico non avrà seguito. Sulla proposta odierna condividiamo i temi politici, ma vi ricordo che una formazione nasce e vive del momento elettorale, non solo delle idee. Ci sono buone possibilità nelle elezioni locali. Importante avere un rapporto con i mezzi di comunicazione. Mondo laico e liberal-democratico non è rappresentato. Scoppierà anche Berlusconi.

Bergamo, 25 ottobre 2008: assemblea precostituente

Pubblicato da: Doppio Turno™ su: ottobre 26, 2008

Ci siamo ritrovati a Bergamo anche in più degli invitati “strettamente riservati”.

Presenti gli amici di Roma di Noi Ragioniamo e del FUR che ringraziamo e che hanno dato un forte contributo al dibattito anche se attualmente in stand-by rispetto ad una decisione definitiva di ingresso nella nuova aggregazione.

Dunque nasce difatto il nuovo soggetto repubblicano, un partito federale su base regionale, snello ed elastico che lascia amplissime autonomie alla base (vero federalismo) con dei punti fermi comuni che contraddistingueranno l’azione del Nazionale. Si sono raccolte già le proposte su nome e simbolo

Presenti ed attivi nell’assemlea precostituente anche tre ex parlamentari oltre ad assessori e consiglieri di grandi città, imprenditori, professori universitari, funzionari pubblici, professionisti ed intellettuali.

Non un dissenso sui temi comuni, finalmente dopo anni, una riunione dove si era daccordo e tutti partecipavano a migliorare le idee degli altri, sembra incredibile per una riunione fra Repubblicani, ma è stato veramente così. Tutti sono andati via alla fine dei lavori con somma soddisfazione e con quel sorriso tipico di un lavoro ben fatto.

In estrema sintesi gli interventi hanno coniugati i seguenti punti:

  • Apertura diretta agli amici MRE (non PD) – Riscossa (ove accettassero) ed altri gruppi e sigle repubblicane
  • Fortissima critica alla dirigenza PRI ed MRE per le loro scelte antistoriche
  • Apertura di colloqui con Liberali, ed Italia dei Valori
  • In sede periferica possibilità di alleanze e discussioni con tutti i componenti dell’area laica ivi compresi i liberalpd
  • Posizionamento politico nazionale a destra del PD vicino all’IDV
  • Posizionamento politico Europeo: ELDR/ALDE

Il 22 Novembre a Milano la seconda e definitiva assemblea precostituente dove verranno definiti, nome, simbolo, organi ecc. Tutti gli addetti ai lavori, interessati e simpatizzanti quindi sono già invitati a questa riunione. Pregati vivamente di astenersi alla partecipazione i simpatizzanti PD e PDL.

Appello ai Repubblicani

Pubblicato da: Doppio Turno™ su: settembre 30, 2008

Cari cittadini;

Il risentimento del Paese, contro tutto e contro tutti è dovuto soprattutto all’allontanamento della Politica dai valori di riferimento. Le “nomine” parlamentari, studiate a tavolino in dispregio dell’elettorato, completano il processo di delegittimazione delle Camere, lasciando spazio alle politiche umorali del Capo del Governo, cui si contrappongono diverse concezioni dell’opposizione, una compiacente e sussurrata, l’altra critica e gridata.
Tutto ciò continua a produrre soltanto interminabili disquisizioni prive di qualunque significato per affrontare e ad avviare a soluzione i gravi problemi che affliggono il Paese reale, con la conseguenza della sempre più marcata disaffezione e del sempre più evidente distacco dei Cittadini dalla Politica.
In questo contesto, i Partiti del centro sinistra ormai privi di capacità interpretativa e propositiva si sono fusi ma, la loro alleanza, ha prodotto effetti controproducenti a causa dell’incapacità di recuperare, sul piano ideologico, un programma alternativo per il governo del Paese.
La mancanza di contenuti non giova a risolvere la crisi del Paese, che è crisi di democrazia, e l’alternativa alla politica del giorno per giorno non può esser altro che quella di riunire le idee in un progetto politico unitario da produrre all’interno di una “Federazione” nella quale dovrebbero convergere e ritrovarsi con pari dignità le forze laiche riformiste.
Errore imperdonabile dei Repubblicani è stato l’aver offerto adesione e copertura a “questo” Partito Democratico, senza ottenere un patto di rappresentanza e di cittadinanza coerente con la storia e l’impegno civile e politico dei Repubblicani, da sempre coscienza critica e catalizzatore della crescita civile e politica del Paese.
Per contribuire a ricucire lo strappo determinatosi fra i Partiti ed i Movimenti d’ispirazione Repubblicana ed i veri Repubblicani che vorrebbero impegnarsi in Politica in continuità con la loro Storia, occorre proporre la costituzione prioritaria di una Federazione Repubblicana a livello Regionale a cui far seguire un’area di unità fra tutti i Riformisti, aperta al contributo dei Repubblicani, dei Socialisti, dei Liberaldemocratici e degli ambientalisti veri (non quelli che dicono sempre e solo no), che abbia come riferimento Europeo il gruppo ELDR e che dia corpo e sostanza alla opposizione al PDL così come si va configurando. Quest’area deve essere aperta anche a quelle personalità del P.D. che abbiano già avvertito la crisi irreversibile verso cui il partito si sta avviando per l’incapacità di progettare un vero e nuovo Partito Democratico che altro non può essere se non la vera federazione fra i Riformisti.
La sottoscrizione di questo appello, è il primo passo, per la chiamata a raccolta di tutte le potenzialità occorrenti a dar vita alla rifondazione della democrazia, ad un Rinnovato Partito d’Azione, contro lo scivolamento inavvertito ma continuo verso la dittatura, a partire dalla restituzione di funzioni alla rappresentanza quale espressione di progettualità politica e non rincorsa al consenso finalizzato solo alla acquisizione ed alla gestione del potere.

La nascita di un nuovo partito Repubblicano federale

Pubblicato da: Doppio Turno™ su: settembre 21, 2008

COMUNICATO SINTETICO NON UFFICIALE:

Nella riunione di Padova di ieri sera, presenti diverse componenti repubblicane di centrosinistra, si è deciso con forza e fermezza, di far nascere un nuovo partito che raccolga le innumerevoli sigle di origine repubblicana sparse in diverse sedi del territorio, che si riconoscono nei valori fondanti il repubblicanesimo in Italia e che abbiano come obbiettivo la presenza in vita delle idee di Mazzini e Ugo La Malfa nel proprio alveo naturale dopo le abberranti scelte fatte dal partito originario sette anni or sono di allearsi con la destra e le non di meno peggiori quelle fatte di recente dall’ormai definitivamente scomparso MRE, che avrebbe dovuto mantenere ferme alcuni posizioni nel centrosinistra, invece come spesso accade, ha seguito sirene di altro genere per puro interesse personale dei propri dirigenti.

Il nuovo partito avrà uno schema federale su base regionale. Le componenti che vi aderiscono avranno piena autonomia. Si organizzerà in una struttura snella orizzontale, con partecipazione diffusa e senza verticismi personali di nessun genere che tanto male hanno fatto e stanno tuttora facendo al repubblicanesimo in Italia.

Barra ferma su alcuni punti fondamental
i: piena distanza da vaticano e massimalismo di sinistra, piena autonomia rispetto alle altre forze democratiche di centro sinistra. Riconoscimento a livello europeo, nel gruppo liberaldemocratico ALDE/ELDR. Nessun tipo di dialogo con chi ha avallato in questi anni scelte antistoriche e snaturanti l’essenza stessa del repubblicanesimo.

Fra 15 giorni sarà pubblicato il Manifesto Fondatore; successivamente sarà indetta un’assemblea allargata alle sigle componenti il patto federativo, dove sarà stilato il programma politico, scelto insieme nome e simbolo e da li a breve sarà convocato il congresso fondatore.

Rimanete sintonizzati…

Il futuro dei Repubblicani

Pubblicato da: Doppio Turno™ su: settembre 15, 2008

Di Paolo Arsèna

Qual’è il futuro dei repubblicani?

Ognuno può dare la risposta che vuole, ce ne sono tante d’altronde.
Noi ce la siamo data però partendo da un presupposto forte, perché a suo modo oggettivo, e per questo capace di essere meno dispersivo di altri.
Il futuro dei repubblicani risiede nella loro funzione storica, e nella loro natura politico-ideale.

La funzione storica è quella dei pionieri.
Repubblicani in tempi di monarchia, democratici antifascisti in tempi di dittatura. Minoranza illuminata in tempi di culture di massa. Quello repubblicano è stato, sempre, un movimento anticipatore; controcorrente non tanto nella facciata, quanto nella sostanza.
Oggi crediamo che questa linfa, vitale per noi e indispensabile per il Paese, debba muoversi contro l’assetto esistente. Non per partito preso, ma perché riteniamo che sia inadeguato a dare risposte all’Italia di oggi, e perché lo vediamo costruito molto male, in mano alle persone sbagliate.
L’Italia non può continuare ad essere gestita da da una destra figlia del fascismo che si affida all’onnipotenza di un plutocrate, e da un personale di sinistra che deve ancora recuperare terreno sulle proprie matrici culturali (siano esse marxiste o cattolico-clericali).
L’Italia attuale è il risultato di un grande equivoco per cui una sinistra para-socialista e cattolico-sociale si spaccia per “democratica”, e una destra animata da idee egoistiche e particolaristiche, si accredita come “liberale”. Né i Ds, né i catto-clericali possono definirsi “democratici”. Né Berlusconi, né i leghisti xenofobi, né la destra aennina (figlia diretta di Giorgio Almirante), possono definirsi “liberali”.
Questo è possibile solo in un Paese in cui la cultura liberale e democratica è sempre stata minoritaria, direi inesistente se guardiamo ai grandi numeri.
Se il terreno della liberaldemocrazia resta sguarnito, ogni fazione potrà continuare a parlare a vanvera della propria identità… Leggi il seguito di questo post »